Sale la calura
per le strette vie
arroventate dal sole.
C'è chi fugge
c'è chi resta
aspettando una pioggia
che si spera lesta.
Un sole biancastro
abbaglia e scontorna
nell'umido respiro
di un malessere che sale
come le nubi
di un vicino temporale.
Tutto è lento,
anche la vita sembra attendere
tra altalene di sudore
e zanzare a tutte le ore.
Non ci resta che sopportare
e potendo
andare al mare.
Ho sfiorato la tua bellezza
in una sera d'estate
mentre cercavi altrove
ciò che era in te.
Scucivi seduzione
su quella panchina che avvolgeva
la fragilità dei tuoi occhi
e il turgido tremolio
del tuo corpo di miele.
Ti ammiravano tutti
ma forse per tanti
eri solo un battito d'amore
in una notte d'estate.
Ma io vidi la tua anima
la strinsi a me per un istante
prima che la realtà della vita
allontanasse il tuo sguardo di luna.
E' in te la gioia che ami
fra quelle catene di vanità
che legano i tuoi tacchi,
fra quei gesti assenti
che spesso neghi.
Libera le tue paure
esci dalle tue prigioni,
cammina nelle strade della sincerità,
troverai due mani tese
e una lacrima d'amore
legata ad un fiore.
C'è una farfalla che parla di te
in quest'alba di baci
che scendono tra la rugiada del cuore.
Mi racconta la tua innocenza
la freschezza di un perchè
avvolta dal mistero di un incontro.
Mi confiderò con lei
nel muto appiglio di un sorriso
fermo fra le mie guance
arrossate d'amore.
Forse mi amerà
per la candida bontà
con la quale seguirò il suo volo.
La manderò da te
con una poesia tra le ali
e un battito di cuore
di una stagione d'amore.
Mi vesto d'aurora
in questo ricordo che vive
negli angoli della mia dimora.
Di sguardi t'amai
al riparo di una luna guardinga
soave seta di luce
che sfiorava i tuoi capelli d'amore.
Ho vissuto nel tuo cuore
come fresca poesia
di un giovane amante
che sereno accoglie
i suoi pensieri d'oro.
Ma non son finiti i miei sorrisi
che si rinnovano
come onde del mare,
quel mare che accolse i nostri sogni
al traballar di uno sguardo.
Vivrò nella tua gioia oggi
fra quelle distanze di porpora
che salutano i gabbiani
al calar del giorno.
Lo farò per me
per la mia poesia,
o forse solo per un'emozione
chiamata amore.
Sei fragile bellezza
che riposa nei miei sogni,
frugale passo di lontana dimora
mentre ascolto l'eco delle tue parole
tra dirupi di vanità.
Atavico teatro di emozioni
che inondi il mio silenzio,
oscura i tuoi dubbi
e avvolgimi di colore
fra le fronde di un'estate
che gioca a nascondino
con temporali di solitudine.
Voglio esplorare nuove intimità
nel timido bisbiglio
di una gioventù che saluta
i rami della tua innocenza.
Danzo nel vento della tua assenza
pigro rancore rapito dal nulla
che cerca riparo
tra sottane di ricordi.
Aggrappato a un sorriso randagio
tendo le mani a nuove speranze
claudicanti presenze che vivono
nell'effimero confine
di una gioventù
ferma al porto dell'innocenza.
Non sarà la solitudine
a fermare la mia gioia,
viva essenza che nutre
sguardi profondi
e stagioni in divenire.
Rinascerò tra le mie parole
mute certezze che diffondono bontà
tra lacrime di verità.
Il tuo sguardo mi penetra
come una marea
che scivola silenziosa
fra arenili di luna.
Sento bussare le tue emozioni
al di là di un tramonto,
tra le vette di un piacere
che placa la mia sete.
Sei gemito di vita
che colora il mio domani,
soffice nube che danza
nella brezza dell'estate.
Scivola su di me
e sfiora il mio sonno,
sarò miele che addolcisce
le tue ferite di ieri.
Fermiamo le lancette
di questo tempo ballerino
e cantiamo di gioia
aspettando il mattino.
Sarà il sole a svegliarci
accarezzando la poesia di un bacio
lasciata lì
all'angolo delle tue labbra.
Cambio, come il vestito dei tuoi occhi
diafano confine d'amore che gioca
tra chiavistelli di luna
e anfore di sole.
Spoglio i tuoi fianchi
sgorgando di nettare,
selvaggio come un tramonto che oscura
la verde dimora.
Ho sete dei tuoi baci
virgulto di un passo bambino
che cede l'ombra
ad un nuovo destino.
Nutrimi di miele
nell'acerbo respiro
di una realtà che muore
tra speranze d'amore.
Per un attimo voglio essere lì
tra il capilare di un'emozione
che nasce
ai piedi della tua bellezza.
Me ne andrò
con il vento del primo mattino,
lasciandoti la rugiada della mia dolcezza
sul tavolino della tua freschezza.
Non avrò che il vento ad amarmi
sull'arida scogliera
di un giorno d'estate
vestito di silenzio.
Il tuo volto sarà marea
passo lontano di un marinaio
che cerca la sua compagna
fra tramonti di salsedine.
Sarai burrasca di ieri
nel gemito di un agosto
soffocato da palpiti di lacrime,
crisalide di un sogno spento
su arenili di cera.
Non sarò che sabbia
sotto i tuoi piedi scalzi
quando la notte coprirà il tuo volto
e i gabbiani canteranno
la poesia della vita.
Ma le mie parole saranno lì
tra i veli di una luce
che saluta il tuo gioire,
ferme sillabe appese
al taccuino del cuore,
fra una carezza posata
sulle braci dell'aurora.
Mi confondo tra i tuoi passi
in questa brezza d'estate
che libera le emozioni
del mio cuore senza età.
Voglio narrarti una storia
al fremulo tremolio di una lacrima
che imprigiona la tua bellezza
nel fiorire di un sogno.
Mi spoglierò delle mie paure
prima che la sera spenga
il fascino del tuo sguardo
nell'inchino di un perchè.